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Sviluppo professionale e carriere

Sempre più difficile trovare profili qualificati

Crescono le opportunità di lavoro in Italia, ma le aziende lamentano sempre maggiori difficoltà a trovare persone qualificate. E i numeri lo confermano: a livello nazionale, il 25% delle imprese desidera assumere nuove risorse nel prossimo trimestre (fonte dati Excelsior – Unioncamere). Il 46% delle assunzioni sarà di difficile reperimento, con picchi che arrivano a quasi 70% in certe aree tecniche, come la manutenzione. Le cause? Mancanza di candidature, ma anche di competenze.

“Questi dati – precisa Valerie Schena Ehrenberger, CEO di Valtellina Lavoro, società di ricerca e selezione di personale – dimostrano una verità sempre più evidente: la vera sfida, in termini di gestione delle risorse umane, dei prossimi anni non sarà soltanto di individuare le persone giuste, ma trattenerle. Oggi, soprattutto in determinati settori, le persone sono poche, le competenze sempre più specialistiche e il mercato sempre più competitivo. I professionisti qualificati vengono contattati di continuo dai recruiter e la permanenza in azienda non è mai scontata, nemmeno quando la retribuzione o le opportunità di carriera sembrano, almeno in apparenza, buone”.

Il talento non si trattiene: si accompagna. L’errore più comune è pensare alla retention come a un’azione difensiva per trattenere, legare, impedire che qualcuno se ne vada. In realtà, le persone in azienda non si bloccano, restano solo se percepiscono coerenza, ascolto e allineamento tra le proprie motivazioni e i propri valori e quelli dell’azienda in cui lavora.

Alcune uscite – aggiunge Valerie Schena Ehrenberger – sono inevitabili, altre persino salutari. Pensiamo, ad esempio, ai quiet quitter, ovvero quei collaboratori che hanno tirato i remi in barca e, ormai demotivati, fanno il minimo indispensabile in azienda. Secondo una recente indagine di Gallup, tra il 22% e il 24% dei lavoratori italiani rientra in questa categoria. Trattenere chi ha già mentalmente abbandonato il proprio ruolo può rivelarsi inutile. Far emergere eventuali problemi che possano impattare sul clima in ufficio o la serenità lavorativa è, però, fondamentale per evidenziare una crisi passeggera su cui è possibile intervenire per tempo e trattenere una risorsa”.