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Cresce la povertà in Italia

Nel 2024 il 23,1% della popolazione italiana era a rischio di povertà o esclusione sociale (nel 2023 il dato si era attestato al 22,8%) e si è trovata quindi in almeno una delle tre seguenti condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale oppure a bassa intensità di lavoro. Lo rivela il report dell’Istat su “Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2023 – 2024”. La quota di persone a rischio di povertà era sullo stesso valore del 2023 (18,9%) e anche quella di chi era in condizione di grave deprivazione materiale e sociale è rimasta quasi invariata (4,6% rispetto al 4,7%). Inoltre, nel 2024, si è registrato un lieve aumento della percentuale di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro. Per povertà assoluta si intende la spesa minima necessaria per acquisire i beni e servizi inseriti nel paniere di povertà assoluta.

Un altro report dell’Istat evidenzia che negli ultimi dieci anni le famiglie in povertà assoluta sono arrivate, a fine 2023, a 2,2 milioni, rispetto a 1,5 milioni nel 2014 (dato stabile rispetto al 2022). L’incidenza di povertà assoluta individuale – la percentuale di persone rispetto ai residenti che vivono in famiglie in povertà assoluta – è salita al 9,7% (dal 6,9% del 2014), e l’incidenza della povertà assoluta familiare è cresciuta all’8,4% (6,2%). Nel complesso quindi sono in povertà 5,7 milioni di italiani rispetto ai 4,1 di dieci anni fa. Alcuni dati “qualitativi” forniscono uno spaccato della realtà: sale al 16,5% la quota di famiglie con persona di riferimento operaio o assimilato in povertà assoluta (14,7% nel 2022), è del 10,2% la percentuale di famiglie in povertà assoluta nel Mezzogiorno rispetto al 7,9% al Nord e 6,7% al Centro. La povertà varia in base alla dimensione della famiglia, alla sua composizione per età, alla regione e dimensione del comune di residenza. Per esempio, per una famiglia di tre persone questa soglia è di 1610 euro. E’ stabile, inoltre, l’incidenza di povertà assoluta fra gli over 65 (6,2%, quasi 887mila persone).

L’intensità della povertà assoluta, che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere sia in media al di sotto della linea di povertà, ovvero “quanto poveri sono i poveri”, si conferma invariata a livello nazionale (18,2%), con andamenti diversi all’interno delle ripartizioni: in aumento al Nord (arriva a 18,6% dal 17,6% del 2022, con un incremento maggiore nel Nord-est, dove arriva al 18,0% dal 16,5% del 2022), e nel Centro (18,0 %, dal 17,1% del 2022) e si riduce nel Mezzogiorno (17,8% dal 19,3% del 2022, in maniera più accentuata nelle Isole). L’incidenza di povertà è più elevata nei comuni più piccoli, fino a 50mila abitanti, diversi dai comuni periferici delle aree metropolitane (8,8%); seguiti dai comuni centro di area metropolitana (8,1%). Rispetto al 2022, nel Centro, si evidenzia, da un lato, una riduzione dell’incidenza per i comuni centro dell’area metropolitana (5,3% dal 7,3% del 2022) e, dall’altro, un aumento nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (7,9% dal 6,3%).

Dai dati Istat emerge inoltre che, nonostante l’andamento positivo del mercato del lavoro nel 2023 (+2,1% di occupati in un anno), registrato anche nei due anni precedenti, l’impatto dell’inflazione ha contrastato la possibile riduzione dell’incidenza di famiglie e individui in povertà assoluta: nel 2023 la crescita dei prezzi al consumo è risultata, infatti, ancora elevata (+5,9% la variazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo, IPCA), con effetti che, tra l’altro, risultano più marcati proprio sulle famiglie meno abbienti. Le spese per consumi di questo gruppo di famiglie, che include anche quelle in povertà assoluta, non hanno tenuto il passo dell’inflazione e, pur in forte crescita in termini correnti, hanno subito un calo dell’1,5% in termini reali della spesa equivalente. I bonus sociali per l’energia e il gas – seppur fortemente ridimensionati nel 2023 rispetto al 2022 – hanno contribuito a contenere la crescita della povertà; si stima, infatti, che questa misura ne abbia ridotto l’incidenza di quattro decimi di punto rispetto ai sette decimi dello scorso anno. L’incidenza di povertà assoluta fra i minori si attesta al 13,8% (quasi 1,3 milioni di bambini e ragazzi, al 13,4% nel 2022) – valore più elevato della serie storica dal 2014.

Robert Hassan