Cresce la disoccupazione giovanile a livello mondiale
Di Robert Hassan
Da un nuovo rapporto dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) emerge che è in aumento la disoccupazione giovanile a livello mondiale, con alcuni degli incrementi più marcati nelle economie a reddito più elevato. Il tasso globale di disoccupazione giovanile è salito al 12,4 per cento nel 2025, pari a 67 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Allo stesso tempo, la quota di giovani che non lavorano, né studiano e non seguono percorsi di formazione (NEET) è aumentata leggermente, raggiungendo il 20 per cento e interessando oltre 257 milioni di giovani nel mondo. Il rapporto evidenzia inoltre che la stagnazione della crescita economica e la debolezza relativa alla creazione di lavoro rendono più difficile per i giovani entrare nel mercato del lavoro e spingono un numero crescente di loro a non lavorare, non studiare o seguire percorsi di formazione. Tra il 2023 e il 2025, i tassi di disoccupazione giovanile sono aumentati in otto delle 11 subregioni del mondo, mentre il rallentamento della crescita economica, la debolezza della creazione di lavoro, le tensioni geopolitiche e il rapido cambiamento tecnologico espongono i paesi ad una nuova crisi dell’occupazione giovanile. Il rapporto rileva che il cambiamento tecnologico, compreso il progresso dell’intelligenza artificiale, sta trasformando le opportunità per i giovani lavoratori. Secondo le stime, il 6,1 per cento dei posti di lavoro occupati da giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni riguarda professioni fortemente esposte ai cambiamenti legati all’IA. Molte di queste coincidono con le professioni che richiedono competenze di livello intermedio e che dal 2023 hanno registrato una diminuzione tra i giovani, in particolare le mansioni d’ufficio e amministrative. Allo stesso tempo, continua a crescere la domanda in alcune professioni tecniche ad alta intensità di conoscenza in settori quali la scienza, la salute e l’ingegneria, sottolineando l’importanza di garantire ai giovani l’accesso alle competenze in linea con l’evoluzione del mercato del lavoro.
“Una generazione che non riesce a trovare un lavoro dignitoso – spiega Gilbert F. Houngbo, Direttore Generale dell’OIL – non può costruire il proprio futuro con fiducia. Quando ai giovani viene precluso l’accesso a un’occupazione di qualità, i paesi perdono talenti, produttività e coesione sociale. Creare lavoro dignitoso per i giovani non è soltanto un imperativo sociale, ma uno degli investimenti più lungimiranti che un paese possa fare”. In America settentrionale, la disoccupazione giovanile è aumentata nettamente, passando dall’8,3 per cento nel 2023 al 9,8 per cento nel 2025. Nell’Europa settentrionale, meridionale e occidentale, la disoccupazione giovanile è rimasta elevata, attestandosi al 15 per cento nel 2025, con 20 dei 29 paesi della subregione che hanno registrato un peggioramento delle opportunità di lavoro per i giovani. La diminuzione di molti posti di lavoro che richiedono competenze di livello intermedio rende più difficile costruire delle carriere stabili per i giovani. Secondo il rapporto, stanno diminuendo le occupazioni che tradizionalmente hanno rappresentato una porta d’ingresso nel mercato del lavoro per i giovani, includendovi i lavori basati su mansioni d’ufficio e amministrative, le professioni nel settore dei servizi e delle vendite, i lavori legati al settore manifatturiero e ad alcune professioni tecniche. Alcuni degli aumenti più marcati della disoccupazione giovanile sono stati registrati dai paesi industrializzati, mortificando le aspirazioni di milioni di giovani all’inizio della loro vita lavorativa.
“Si parla sempre di più di intelligenza artificiale”, osserva Sukti Dasgupta, Direttrice del Dipartimento per l’occupazione, le competenze e le imprese sostenibili dell’OIL. “Sebbene l’impatto diretto sull’occupazione giovanile non sia ancora chiaro, non possiamo permetterci di essere compiacenti e di sottovalutare i rischi. Dobbiamo intensificare gli investimenti nelle competenze, nell’apprendimento permanente e nella protezione sociale, affinché i giovani possano adattarsi ai cambiamenti e cogliere nuove opportunità. Il progresso tecnologico, compresa l’intelligenza artificiale, deve essere al servizio dei giovani, non andare a loro svantaggio”, conclude Dasgupta.

