Cresce la RAL media annua

In un mercato del lavoro sempre più dinamico – con un tasso di occupazione che ha raggiunto il 62,6% (era il 59,2% nel 2019) e con quasi 6 aziende su 10 che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi – per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Che aumenta il desiderio di mobilità: oltre 4 dipendenti su 10 si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.
La retribuzione resta infatti un tema centrale: la RAL media annuale è di 56.360 euro, in crescita dell’1% rispetto a un anno fa, ma quasi due terzi dei lavoratori (63%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte, un dato in aumento rispetto al 57% dell’anno scorso. Inoltre, cambiare azienda oggi si conferma la principale motivazione per guadagnare di più (per il 30%), superando la crescita interna (24%).
C’è poi il tema degli straordinari, uno strumento che può rappresentare un’integrazione alla retribuzione: oltre tre quarti dei lavoratori svolgono lavoro straordinario durante la settimana, ma quasi la metà di loro (49%) dichiara di non venire remunerato.
Oltre alla retribuzione, cosa è importante per i lavoratori? Tra i fattori più importanti per accettare un nuovo ruolo c’è il pacchetto di benefit (56%), in crescita rispetto al 49% del 2025, insieme a un buon ambiente di lavoro (46%), ruoli o progetti stimolanti (45%) e lavoro da remoto (42%).
In parallelo, l’Intelligenza Artificiale entra sempre più nella quotidianità professionale: oggi la utilizza regolarmente poco più della metà dei professionisti (52%), un’adozione che negli ultimi anni ha registrato un aumento costante.
È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026 presentato recentemente da HAYS Italia durante un evento dedicato, con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e benefit in modo coerente con le aspettative delle persone, anche alla luce della nuova normativa europea sulla trasparenza salariale, che spingerà verso criteri retributivi più chiari e strutturati.
“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo — retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo — le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.
Mobilità e retribuzioni: 44% disposti a cambiare, ma per oltre metà i percorsi di crescita non sono definiti
Sul fronte retributivo, la Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento dello stipendio è infatti il cambio di azienda (30%), seguita dalla promozione interna (24%). Guardando ai prossimi 12 mesi le aspettative risultano bilanciate: circa metà dei professionisti prevede uno stipendio invariato, mentre l’altra metà si aspetta un aumento, per lo più inferiore al 10%.
La retribuzione si intreccia con le scelte di carriera: tra chi ha cambiato azienda, le motivazioni principali restano la mancanza di crescita professionale, un ruolo non abbastanza stimolante, e uno stipendio troppo basso. Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (44%); mentre circa due professionisti su dieci puntano a crescere all’interno della propria organizzazione attraverso una promozione interna. Tuttavia, per oltre la metà dei rispondenti i meccanismi di crescita interna risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 30% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre per il 23% le promozioni avvengono ma con criteri non sempre trasparenti.
Sul piano dei livelli retributivi, la RAL media nazionale rilevata è pari a 56.360 euro, in crescita dell’1% rispetto allo scorso anno. Per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 40.560 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 59.700 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 78.850 euro oltre i 10 anni. Tra i settori più remunerativi si continuano a distinguere Banking (RAL media 73.100 euro) e Life Sciences (RAL media 70.690 euro).

