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Trend e andamenti settoriali

Lavoro, i trend nel 2026

International Workplace Group (IWG) ha individuato alcuni fenomeni globali che plasmeranno il mondo del lavoro nel 2026

FOCUS SULLE RISORSE UMANE

Nel 2026, le aziende intensificheranno attenzione e investimenti sulle proprie risorse umane, il patrimonio più prezioso. Si impegneranno a offrire ai dipendenti benessere, formazione continua e opportunità di apprendimento innovative, guidate dalla tecnologia.

La produttività e il coinvolgimento dei team non saranno più legati unicamente al luogo fisico di lavoro, ma piuttosto a come, quando e con chi si collabora. Una consapevolezza che sta spingendo le organizzazioni ad adottare massicciamente modelli di lavoro flessibili e ibridi, essenziali per attrarre e trattenere i talenti migliori.

I progressi tecnologici, in particolare l’Intelligenza Artificiale, avranno un ruolo chiave nell’accelerare questa transizione, facilitando la collaborazione. In questo scenario, i percorsi di carriera saranno sempre più definiti dalle competenze specifiche piuttosto che dai titoli di studio tradizionali e la capacità di sfruttare efficacemente con l’IA diventerà un’abilità distintiva e cruciale per il successo aziendale.

L’attenzione si sposterà dunque dal “dove si lavora” per focalizzarsi sulla redditività dell’azienda, sull’ottimizzazione della produttività e sul benessere collettivo dei team.

 

I  TREND

L’ascesa dell’IA: il co-pilota sul lavoro

Nel 2026, i team ibridi integreranno sempre più regolarmente i “co-piloti” di IA nelle loro operazioni quotidiane. Questi sistemi ridurranno in modo significativo la necessità di svolgere attività a basso valore aggiunto, liberando tempo per il lavoro creativo e il problem-solving. Una ricerca di IWG rivela che il 62% dei dipendenti della Gen Z sta già formando i colleghi più anziani su come utilizzare l’IA, con il 77% dei direttori che conferma un aumento della produttività.[1]

Ritorno in ufficio… anzi, in più uffici (Return-to-Several-Offices)

Anziché optare per policy di lavoro ibrido approssimative, aziende di tutte le dimensioni stanno adottando modelli più strutturati e multi-sede. Molte grandi aziende, per esempio, stanno autorizzando i loro team a lavorare da una rete di sedi di coworking o spazi di lavoro flessibili. Più che di un “Ritorno in ufficio”, si tratterà di un “Ritorno in più uffici”, più vicini a casa.

Micro-certificazioni delle competenze, la nuova moneta della crescita professionale

Nel nuovo scenario del lavoro, la competenza assume un ruolo centrale e diventa la vera “moneta di scambio” per la crescita professionale. I lavoratori ibridi arricchiranno le proprie competenze attraverso “micro-certificazioni”: attestati agili e focalizzati su abilità specifiche. I datori di lavoro supporteranno questa tendenza finanziando piattaforme di apprendimento on-demand.

Invertire il “Quiet Cracking”

A differenza del “quiet quitting”, il “quiet cracking” interessa dipendenti che, pur performando, si sentono mentalmente ed emotivamente distaccati, con conseguente burnout. Poiché il 57% dei lavoratori si disimpegna quando si sente sottovalutato, le aziende porranno maggiore enfasi sul benessere, anche utilizzando nuovi strumenti “well-tech” come dispositivi per il monitoraggio dello stress e promemoria di salute mentale basati su IA.[2]

C-Suite e talenti executive “frazionati” (Fractional)

Per affrontare l’incertezza economica, si sta affermando a livello internazionale un modello di leadership più agile: sempre più aziende si rivolgono a figure dirigenziali “frazionate”, optando per talenti a livello C-suite part-time o a contratto che apportano competenze mirate ottimizzando i costi di un’assunzione a tempo pieno.