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Le soft skills più richieste dalle aziende

Quali sono le soft skills richieste dalle aziende?

“Quando si apre un processo di selezione – precisa Valerie Schena Ehrenberger, CEO di Valtellina Lavoro, società di ricerca e selezione di personale – tra le soft skill richieste compaiono quasi sempre team work, adattabilità, leadership, comunicazione e problem solving. Spesso però queste competenze vengono inserite nell’annuncio, ma non chiarite: problem solving, per esempio, significa applicare rapidamente una procedura già definita oppure saper reagire in modo creativo e proattivo, prendendosi le proprie responsabilità? Senza una definizione precisa, la valutazione rischia di ridursi a semplici impressioni che, per definizione, sono soggettive, possono essere oggetto di pregiudizi anche inconsapevoli e rendere fallimentare il processo e l’ingresso di una nuova risorsa in azienda”.

Secondo alcuni calcoli elaborati da Valtellina Lavoro, inserire una risorsa non adeguata – e che magari lascia l’azienda dopo poco – ha un impatto a livello di clima, ma anche a livello economico. Se prendiamo, ad esempio, una figura di middle management con una retribuzione annua lorda indicativa di 40.000 euro che non supera i sei mesi, il conto è decisamente elevato e può arrivare anche a 35.000 – 45.000 euro perché comprende il costo aziendale, i costi amministrativi, quelli relativi alla formazione e il costo del processo di recruiting. Non solo: in alcuni casi si aggiungono anche le spese per la chiusura rapporto (una buonuscita, ad esempio, anche per periodi brevi, è ormai abbastanza comune) e di straordinari perché, con una risorsa in meno, il personale interno potrebbe essere chiamato a coprire il vuoto lasciato dalla persona che lascia l’azienda e, infine, costi indiretti e meno tangibili come la demotivazione dello staff, la mancata produttività, il calo attrattività sul mercato che aumentano quando il tasso di turnover è molto elevato.