Tra le competenze più richieste? Il lavoro in team

Quanto conta davvero essere impeccabili sulla carta, se poi manca la capacità di crescere insieme al contesto professionale? Secondo Hays, società attiva nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, nel mercato del lavoro di oggi, la preparazione e le competenze tecniche non bastano più da sole: nella valutazione di un candidato, le soft skill stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, insieme alla capacità di apprendere ed evolvere in un contesto di lavoro in continua trasformazione.
Tradotto? Il candidato ideale non è più il “solista” perfetto sulla carta, ma chi sa fare gioco di squadra, chi è in grado di adattarsi rapidamente a nuovi scenari, di collaborare in modo efficace e affrontare le novità con spirito di iniziativa. In altre parole, il vero vantaggio competitivo non è solo ciò che si sa fare, ma anche la capacità di apprendere ciò che servirà domani.
Sempre più spesso, infatti, le aziende premiano professionisti curiosi, aperti alle novità e disposti a mettersi in gioco. La curiosità non è più considerata soltanto una qualità personale, ma una competenza professionale a tutti gli effetti: significa esplorare nuovi strumenti, confrontarsi con approcci diversi, acquisire nuove competenze e cogliere il cambiamento come un’opportunità di crescita.
Non sorprende, quindi, che durante i processi di selezione, le aziende valutino sempre più spesso non soltanto le competenze già acquisite, ma anche il potenziale di sviluppo dei candidati. La capacità di apprendere velocemente, di uscire dalla propria zona di comfort e di mettersi in discussione rappresenta oggi un elemento distintivo tanto quanto l’esperienza maturata.
Il peso crescente delle competenze umane è legato anche all’evoluzione dei modelli di lavoro, sempre più caratterizzati da formule ibride o da remoto, in cui lavorare in squadra non significa più semplicemente coordinare le attività. Significa comunicare in modo chiaro, agire con assertività, sviluppare intelligenza emotiva e mantenere la coesione del gruppo anche quando i suoi componenti non condividono lo stesso spazio fisico.
Anche la gestione del cambiamento è diventata una competenza essenziale. Le aziende cercano professionisti capaci di adattarsi rapidamente a nuovi strumenti, processi e modalità organizzative, senza che questo influisca negativamente sulle performance o sulla relazione con il proprio team. Durante i processi di selezione, questa capacità assume particolare rilevanza quando il candidato è in grado di dimostrarla attraverso esempi concreti di situazioni di trasformazioni affrontate, nuove responsabilità assunte o contesti di incertezza gestiti con successo.
«La centralità delle soft skills non è una moda passeggera, ma la risposta a un mercato del lavoro che cambia a grande velocità», commenta Alessio Campi, People & Culture Director Hays Italia. «Le competenze tecniche restano fondamentali, ma oggi da sole non bastano più. Tanto più l’intelligenza artificiale automatizzerà le attività tecniche e standardizzabili, tanto più aumenterà il valore di ciò che è autenticamente umano: capacità di giudizio, adattabilità, relazioni e attitudine a generare impatto.» E prosegue: «Questo ci dice una cosa chiarissima: le nozioni si possono insegnare, la mentalità no. Anche l’introduzione della direttiva sulla trasparenza salariale contribuirà a rendere il dialogo tra aziende e candidati meno focalizzato esclusivamente sulle esperienze pregresse e sempre più orientato al potenziale futuro delle persone. Curiosità, adattabilità al cambiamento e leadership saranno quindi elementi sempre più determinanti nella valutazione dei talenti. In futuro, la differenza non sarà fatta soltanto da ciò che una persona sa fare, ma da come lo fa e dal valore che riesce a generare. Le aziende cercano persone capaci di imparare continuamente, di confrontarsi con il nuovo e di adattarsi ai cambiamenti senza perdere efficacia.»
Le 5 soft skills più richieste
Secondo Hays, tra le soft skill oggi maggiormente apprezzate dalle aziende figurano:
Lavoro di squadra: creare fiducia e coesione anche in ambienti di lavoro ibridi e da remoto;
Gestione del cambiamento: adattarsi con rapidità a nuovi processi, tecnologie, modalità di lavoro con curiosità, apertura al cambiamento e disponibilità ad apprendere;
Comunicazione: saper ascoltare e trasmettere idee in modo chiaro ed efficace;
Gestione dei talenti: guidare, motivare e far crescere i talenti nell’organizzazione;
Flessibilità: affrontare nuove priorità ed esigenze aziendali con un approccio aperto.
Accanto alle top 5, Hays individua un fattore emergente destinato a diventare sempre più rilevante nei prossimi anni: la capacità di affrontare le difficoltà e trasformarle in occasioni di apprendimento. In un contesto professionale caratterizzato da cambiamenti continui, ciò che distingue i professionisti più efficaci non è l’assenza di errori o ostacoli, ma il modo in cui reagiscono quando le cose non vanno come previsto.
«Viviamo in una società che premia la velocità e l’immediatezza, ma le carriere si costruiscono ancora attraverso l’esperienza, l’apprendimento e la capacità di affrontare le sfide», conclude Alessio Campi. «Per questo una delle competenze più preziose del futuro sarà la disponibilità a mettersi continuamente in discussione, imparare dagli errori e cogliere ogni cambiamento come un’opportunità di crescita. Chi saprà mantenere curiosità e voglia di imparare sarà il professionista che riuscirà a distinguersi nel lungo periodo».
Informazioni su Hays
Hays è attiva nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. Il Gruppo è esperto nel recruiting di professionisti qualificati e specializzati in tutto il mondo. Hays opera in sei settori di specializzazione a livello globale e in ulteriori settori di specializzazione a livello locale, nei quali detiene una posizione di leadership di mercato. Hays opera sia nel settore pubblico sia in quello privato, offrendo servizi di selezione per posizioni a tempo indeterminato, contratti a progetto e incarichi temporanei. Al 30 giugno 2026, il Gruppo contava oltre 8.100 dipendenti in 155 uffici distribuiti in 23 Paesi. Per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2026, il Gruppo ha registrato ricavi netti pari a 905,5 milioni di sterline e un utile operativo di 48,6 milioni di sterline.

